Minerv Biorecovery, la bioplastica che mangia il petrolio è realtà

Il meccanismo scoperto dalla startup Bio-on: le micropolveri ospitano una serie di batteri presenti nel mare che a loro volta si nutrono della bioplastica e attaccano gli idrocarburi con risultati in 20 giorni……

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Si chiama Minerv Biorecovery ed è una bioplastica che permette di
eliminare in tre settimane, e in modo naturale, l’inquinamento da idrocarburi
in ambiente marino. Lo ha messo a punto la spa
Bio-on, attiva appunto nel settore della bioplastica, che ha appena presentato la scoperta: “Da oggi offriamo al mondo e al mercato la tecnologia per intervenire in modo efficace, naturale ed ecologico in caso di disastri ambientali come lo sversamento di petrolio in mare –
ha spiegato Marco Astorri, presidente e Ceo di Bio-on che ha pure spiegato il successo delle ricerche realizzate in collaborazione con l’Istituto per l’ambiente marino costiero del Cnr
di Messina –
abbiamo scoperto che le particelle che formano la nostra bioplastica PHAs sono l’ambiente ideale per ospitare speciali microrganismi che eliminano il petrolio dal mare“.

Ma come funziona Minerv Biorecovery? Si tratta di una soluzione basata su micro polveri, della dimensione di pochi micron e di una forma particolare, realizzate con la bioplastica PHAs di Bio-on – poli-idrossi-alcanoata ottenuta da fonti vegetali rinnovabili senza alcuna competizione con le filiere alimentari –
naturale e biodegradabile al 100%. In pratica le particelle di queste micro polveri, gettate nel mare inquinato, formano una struttura porosa adatta ad ospitare una serie di batteri, presenti naturalmente nel mare, che a loro volta si nutrono della bioplastica, si moltiplicano e si rafforzano fino ad attaccare il petrolio. Tutto da soli.

Tratto da : https://www.wired.it/attualita/ambiente/2017/06/06/minerv-biorecovery-bioplastica-mangia-petrolio/


 

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